Progetto

Pop the bubble è un blog di critica culturale nato a Milano nella primavera del 2020.

Negli ultimi decenni la scomparsa degli intellettuali e l’impoverimento educativo hanno prodotto una pericolosa omologazione culturale. Oggi, infatti, sembra che pensare sia proibito. Le forme attuali del potere, a differenza dei totalitarismi del XX secolo, adottano la censura solo come extrema ratio, preferendo agire dapprima attraverso metodi più subdoli ma ugualmente efficaci, quali la polarizzazione del dibattito pubblico o l’etichettatura di chi non sia conforme all’ideologia dominante.

Di conseguenza la presunta libertà di espressione, che la diffusione di internet e i social media avrebbero dovuto favorire, si è rivelata in realtà fittizia, in quanto condizionata dall’accettazione acritica di dogmi politici, economici e culturali, ovvero di una “cornice” di pensiero all’infuori della quale è vietato avventurarsi. All’apparenza si è liberi di condividere, comunicare e parlare – e incoraggiati a farlo – ma a patto che non vengano discussi né criticati i presupposti culturali dell’ideologia dominante.

Così l’orizzonte di pensiero si restringe e le facoltà mentali intorpidiscono: il sapere viene venduto come un fast-food pronto da consumare, confezionato da “esperti” che vorrebbero risparmiarci tempo e fatica assumendo il controllo sulla realtà, ma privandoci della possibilità di partecipare attivamente alla vita politica e culturale. Non è un caso che l’educazione scolastica sia da tempo abbandonata a sé stessa, e il pensiero critico sempre meno praticato.

In questo contesto, pop the bubble nasce con il preciso intento di fornire spunti e riflessioni per uscire dalla “bolla” del pensiero unico e per tornare a pensare davvero, interrogandoci sulle grandi questioni del nostro tempo.

Gli articoli del blog sono long-form – per adottare l’espressione del gergo giornalistico – e tentano di conciliare la profondità di analisi con la divulgazione: è tempo di studiare e di agire, non di perdersi tra note a piè di pagina e citazioni. Gli argomenti spaziano dalla filosofia all’economia, dalla letteratura alla politica poiché il lavoro culturale, per sua natura, non può ignorare nessuno degli ambiti dell’agire umano.

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